Pensieri Sparsi

silenziose parole lasciate al rumore del tempo…

Archivio per ottobre, 2007

Attimi fuggenti

Ci sono instanti nella vita colmi di così tanta bellezza che dovrebbero essere il culmine del senso stesso dell’esistenza. L’instante in cui la si sta veramente succhiando al midollo, in cui il senso stesso del vivere si concretizza…

Invece proprio in quei momenti ci si può sentire pieni di tristezza e malinconia, perché è qualcosa di troppo grande da riuscire a sentire come un tesoro che la vita ti regala, bensì qualcosa che non riesci a cogliere nella sua pienezza e ti fa sembrare piccolo, insignificante e mortale. Già…con la paura di non riuscire a godere della vita e che certi momenti potrebbero non ricapitare…

O forse io mi sento così perché non c’è mai al mio fianco qualcuno di speciale con cui condividere quegli attimi… e qualsiasi spettacolo, quanto straordinario che sia, non sarà bello nemmeno la metà se vissuto da solo…

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Flusso…

Come si vive la vita?
No spiegatemelo, perché io non lo so!
Non capisco se esiste un modo per goderla, succhiarne il midollo, e poter dire in punto di morte di aver vissuto!
Come si fa a cogliere l’attimo?
Come si fa a vivere in un mondo che ti impedisce di farlo?
Le persone care spariscono e ogni volta ci si rammarica di non aver detto questo e quell’altro
Ma come si fa a non ridursi a questo punto?
Come si gode appieno delle persone che sai che se ne andranno?
Che senso ha il tutto se tutto finisce?
Che senso ha faticare, costruire, sperare, sognare, amare, se tutto tanto va a finire nel vuoto?
Un tempo, cercavo di superare la paura della morte con l’idea che dovevo fare qualcosa nella via vita in modo da essere ricordato in eterno, in questo modo non avrei vissuto una vita inutile.
Ma ora io voglio vivere e basta! Non voglio pensare al dopo.
Anche perché quel dopo è solo buio!
Non ci sarò più, cazzo!
Quelle che penso ora svanirà!

Quanto fa paura qual maledetto count-down!
Come è forte l’impatto che ti da vedere le foto di qualcuno che è morto, guardare la data e pensare: “dopo 2 mesi, è morto”. E lui non lo sapeva che dopo 2 mesi sarebbe morto.
Forse io tra 2 mesi morirò, e era non lo so! Non lo saprò nemmeno tra 2 mesi, perché ormai sarò morto!