Pensieri Sparsi

silenziose parole lasciate al rumore del tempo…

Archivio per Riflessioni personali

9-12

Da sempre per me i mesi di settembre e dicembre sono quelli più duri da affrontare perché sono i mesi permeati da una sensazione di fine inesorabile.

Settembre è il mese che conclude l’estate: il periodo della spensieratezza, delle vacanze, delle belle giornate e, una volta, rappresentava l’angosciante momento del ritorno a scuola dopo la lunga pausa estiva.

Dicembre è il mese che conclude l’anno e più di ogni altro momento evidenzia il passaggio del tempo. E per quanto ci si voglia illudere che non sia così, l’anno nuovo altro non porterà se non un peso in più da portare sulle spalle.

Facilmente divengono metafora della vita stessa: la fine della giovinezza e l’ingresso nella vecchiaia e, poi, la conclusione del proprio percorso esistenziale.

Ma come ad ogni anno che finisce ce n’è uno che inizia, così per qualcuno che se ne và c’è sempre qualcuno che arriva.

Il difficile è accettare di doversi mettere da parte.

Il mio tempo

Non sono un gran divoratore di libri. Leggere mi appassiona ma allo stesso tempo mi tormenta.
In tutti, o quasi, i libri che ho concluso ho però l’abitudine di lasciare un segno del mio passaggio scrivendo il mio nome e la data.
Se ripenso a questa piccola costellazione di date che si susseguono, unite da un filo invisibile, mi viene l’ansia del tempo che è passato. Ho sempre avuto il brutto vizio di crogiolarmi al malinconico calore nei ricordi piuttosto che spiegare le vele verso il futuro e l’ignoto.

Ora però mi suggestiona l’idea di quando, forse un giorno, le mie figlie troveranno queste piccole tracce che loro padre ha disseminato durante il cammino della sua esistenza. Chissà quali pensieri faranno.

Chissà cosa resterà di me e del mio tempo…

Una somma di piccole cose

Quante volte ho sognato di poter tornare indietro ed essere lì a consigliare a quel ragazzo le parole più giuste da dire, ad aiutarlo nell’affrontare le situazioni, ad insegnargli come evitare di commettere certi errori, a non lasciarsi sfuggire le occasioni, a non aver timore di dichiararsi ad una ragazza, a non sprecare così tanto tempo inutilmente…

Ma non si torna indietro e, nel bene e nel male, quel ragazzo è diventato l’uomo che oggi sono, con tutti i suoi difetti e tutte le sue paure mai superate; con metà vita ancora da vivere e forse un briciolo in più di consapevolezza.